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A Colle Val D'Elsa la nuova moschea "italiana" megafono dell'integralismo islamico

di Magdi Cristiano Allam

19/05/2013 09:17:31

(Il Giornale) - Finalmente abbiamo una moschea italiana! Voluta dagli italiani anticipando le stesse pretese degli islamici, gestita dagli italiani...

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L'Italia prenda esempio dal Giappone: la sovranità monetaria per rilanciare la crescita economica

di Flavio Facioni
17/05/2013 17:29:39
L'Italia prenda esempio dal Giappone: la sovranità monetaria per rilanciare la crescita economica

La politica monetaria e fiscale fortemente espansiva del Giappone, denominata Abenomics e voluta dal Premier Shinzo Abe insediatosi alla guida del Paese nello scorso dicembre, inizia a dare i suoi frutti.

In totale controtendenza rispetto alle politiche di austerità europee, infatti, il Giappone ha promosso una serie di misure che mirano a una rapida crescita economica e che grazie anche alla svalutazione dello yen hanno permesso di raggiungere un rialzo del Pil nel primo trimestre del 2013 pari allo 0,9% sui tre mesi precedenti e del 3,5% su base annualizzata, addirittura oltre rispetto alle previsioni fissate rispettivamente allo 0,7% e al 2,8%.

Il ministro delle Politiche economiche e fiscali Akira Amari ha spiegato che questo altro non è che l'inizio di una ripresa che porterà a fine anno a una crescita del 2,5%.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla decisione del Premier Abe che ha disposto un rilascio di liquidità pari a oltre mille miliardi di dollari, contestualmente a una svalutazione dello yen, con l'obiettivo di mantenere il tasso di inflazione pari al 2%.

Intanto si è registrata anche una notevole crescita dei listini della Borsa di Tokyo giunti ai massimi da dicembre 2007 (+44% nel 2013).

Queste misure hanno innescato una spirale di crescita produttiva, di esportazioni e di nuovi consumi che sono aumentati complessivamente dello 0,9%, con le famiglie che hanno speso il 5,2% in più nel mese di marzo nel 2013 e con le vendite dei prodotti di largo consumo aumentate del 3,9%.

Insomma, le performance dell'economia Giapponese nel primo trimestre del 2013 sono state addirittura superiori rispetto a quelle dell'economia americana e sono distanti anni luce rispetto alla recessione dei Paesi dell'Eurozona tra cui la Francia con un calo del -0,2% e dell'Italia che sprofonda a -0,8%.

Emergono dunque in modo lampante le differenze tra i due differenti modelli economici, europeo e giapponese, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che nel Paese nipponico il rapporto tra debito pubblico e Pil è pari al 236% e il deficit al 10%. Valori questi che sarebbero eccessivi per tutti i limiti imposti dai trattati europei e di cui tuttavia il Giappone non tiene conto.

Forti della propria sovranità monetaria, della possibilità di emettere moneta e svalutarla regolando la propria inflazione i giapponesi riescono a dare impulso vitale alla propria economia reale, senza subire continuamente le imposizioni e le limitazioni derivanti dalla finanza speculativa.

L'Europa e l'Italia dovrebbero prendere esempio dalla realtà giapponese, accettare il fallimento delle politiche di rigore e di austerity e uscire dalla spirale recessiva ripartendo dal riscatto della sovranità monetaria. Solo così l'Italia potrà tornare a essere finalmente artefice del proprio destino.

Io amo l’Italia denuncia l'indottrinamento all'ideologia multiculturalista nella trasmissione “Le parole di ...” di Rai Uno affidato a Karima Moual

di Io amo l'Italia
16/05/2013 15:10:41
Io amo l’Italia denuncia l'indottrinamento all'ideologia multiculturalista nella trasmissione “Le parole di ...” di Rai Uno affidato a Karima Moual

Comunicato stampa (16/5/2013) – “Ho avuto modo ripetutamente di apprezzare la qualità professionale dello spazio televisivo UnoMattina su RaiUno dove sono stato invitato spesso come ospite, gestito da giornalisti seri e preparati. Tuttavia mi lasciano perplesso gli interventi affidati a Karima Moual nel programma “Le parole di ...” che suonano come un indottrinamento all'ideologia multiculturalista che ha già prodotto notevoli danni in tutti i Paesi europei e occidentali dove è stata sperimentata”. Questa è la denuncia fatta dall’europarlamentare e Presidente di Io amo l’Italia Magdi Cristiano Allam.

Nel suo intervento di mercoledì 15 maggio, che come di consueto va in onda alle 6,55, la Moual ha concluso dicendo: "Non perdiamo di vista l'importanza delle differenze culturali. Guardiamoci attorno. Solo dopo riprendiamo a camminare".

In una precedente puntata la Moual aveva definito il suo concetto di integrazione, definendola  come “un progetto comune, che riguarda due parti in gioco, che appunto si devono integrare, due parti che nell’incontro si scambiano esperienze, punti di vista e culture per formare appunto quella nuova identità che porti ancora dentro di sé la ricchezza che c’era prima, ma che in più abbia la ricchezza della contaminazione. In poche parole siamo di fronte all’integrazione quando si riesce a rimescolare le carte, quando due differenti identità, dopo essersi incontrate, non sono più quelle che erano, ma qualcosa in più che aiuti a superare le differenze.”

In un'altra puntata, sempre del programma “Le parole di...”, la Moual ha chiarito la sua concezione dell’identità: “Se penso per esempio all’identità italiana, da un lato la immagino precisa e ben definita, legata alla storia, alla cultura, alle abitudini del nostro Paese, ma dall’altro la immagino anche come una grande casa aperta,

un cantiere di lavori in corso, la immagino inclusiva e non esclusiva, curiosa e pronta al confronto, curiosa e senza paure del cambiamento e per l’incontro con gli altri.

Quindi la diversità rappresentata dagli stranieri in casa non è necessariamente una minaccia e non intacca la nostra identità, semmai è una risorsa per rendere più ricche le nostre società”.

In un'intervista rilasciata a repubblica.it il 27/1/2012 la Moual ha sostenuto la necessità di abbandonare lo ius sanguinis per far proprio lo ius soli, ovvero la concessione della cittadinanza automaticamente a chi nasce in Italia: “E' da incoscienti affermare che riconoscere il diritto di cittadinanza alle seconde generazioni sia cosa "senza senso". Stiamo parlando del futuro dell'Italia (...) Se il 60% dei giovani italiani sono pronti alla fuga dal Paese per cercare lavoro, i figli degli immigrati lottano per restare (...) L'Italia, così facendo, sta mettendo in atto processi di 'dis-integrazione' sociale. E' un Paese che non vuole voltare pagina e non è pronto a guardare in faccia la realtà: l'attuale legge sulla cittadinanza rispecchia una società vecchissima. Si sta innescando una vera bomba ad orologeria. E' chiaro. Se non si prendono provvedimenti subito, non è esclusa la possibilità che possa montare una protesta. La forma di una rivolta sociale è del tutto imprevedibile".

Magdi Cristiano Allam, anch'egli originario di un Paese straniero ma orgogliosamente italiano da 40 anni, denuncia l'essenza dell'ideologia multiculturalista “che si fonda sulla negazione o comunque sul superamento dell'identità nazionale, che fa riferimento al localismo, per sostituirla con una identità meticcia che ha come contesto la globalizzazione. Il multiculturalismo, da non confondersi con la multiculturalità che è la fotografia delle società dove convivono persone provenienti da Paesi diversi e che hanno culture, lingue e religioni diverse, di fatto ci impone di sopprimere ciò che che siamo e ci obbliga ad aderire a un’ideologia che immagina che il governo della pluralità multiculturale possa avverarsi senza un comune collante valoriale, identitario e civile”.

“Vogliamo che Rai Uno – ha concluso Allam - promuova la cultura italiana affidandola a chi ama la nostra civiltà. Solo se saremo consapevoli, orgogliosi e impegnati ad affermare ciò che siamo, potremo confrontarci positivamente e costruttivamente con il prossimo, gli altri popoli e le altre culture.”

 

Monito alla sinistra italiana: i laburisti britannici denunciano il danno sociale ed economico dell'immigrazione massiccia

di Flavio Facioni
16/05/2013 11:18:07
Monito alla sinistra italiana: i laburisti britannici denunciano il danno sociale ed economico dell'immigrazione massiccia

La sinistra italiana, che oggi promuove con forza la concessione della cittadinanza in automatico a chi nasce in Italia e l'apertura incondizionata delle frontiere agli immigrati, presti attenzione alla confessione del prestigioso esponente del partito laburista Peter Mandelson, ex Ministro alle Attività Produttive e consigliere di fiducia di Tony Blair, che ha dichiarato candidamente l'errore commesso in Gran Bretagna attuando la strategia che favorì deliberatamente l'arrivo di immigrati.

“La questione dell'immigrazione è più economica che sociale” ha dichiarato Mandelson durante una conferenza del partito laburista a Londra. “Il problema si è sviluppato durante il periodo di stagnazione economica negli ultimi cinque, sei anni, perché nel 2004, quando con il governo laburista non ci limitavamo ad accogliere gente in questo Paese per lavorare, ma mandavamo anche organizzazioni alla ricerca di persone e le incoraggiavamo, in alcuni casi, ad accettare un lavoro in questo Paese, perché eravamo quasi una sorta di economia in piena occupazione."

L'ex ministro ha quindi continuato: "La situazione ovviamente ora è diversa. Dobbiamo solo renderci conto e prendere semplicemente atto del fatto che l'ingresso nel mercato del lavoro di molte persone di origine non britannica è grave per le persone che stanno avendo difficoltà nel trovare e nel mantenere posti di lavoro. Per queste persone l'immigrazione grava pesantemente sulle loro vite e sul loro mondo. Ora che è un fatto inevitabile, dobbiamo comprenderlo, affrontarlo, impegnarci con la gente discutendo di esso."

Le dichiarazioni di Mandelson fanno seguito a quelle di Andrew Neather, ex consigliere di Tony Blair, che tre anni fa aveva denunciato che “la politica del partito laburista mirava a fare del Regno Unito un paese multiculturale” in quanto “favorendo la diversità etnica della popolazione avrebbero eliminato politicamente la destra britannica”.

Le parole di Mandelson e di Neather costituiscono per la sinistra italiana un grave monito che ci deve far riflettere affinché questa catastrofe non si ripeta anche in Italia.

Il colonialismo non è responsabile dell'arretratezza del Terzo Mondo né del terrorismo islamico - (Parte seconda)

di Andrea Tedesco
15/05/2013 12:15:49
Il colonialismo non è responsabile dell'arretratezza del Terzo Mondo né del terrorismo islamico - (Parte seconda)

Quando si considera la ricaduta del colonialismo sul Terzo Mondo, bisognerebbe misurare il tributo imposto dalla colonizzazione occidentale contro i benefici di carattere scientifico, tecnologico, giuridico, demografico, etc. tratti da popoli meno civilizzati nell'interazione con popoli più avanzati, proprio come quando si valuta l'impatto complessivo dell'espansione dell'Impero romano, che, di solito, una volta presi in debita considerazione pro e contro, viene giudicato positivamente.

Tra tutti i possibili vantaggi, vale la pena di menzionarne uno di carattere esistenziale, intuibile gettando una rapida occhiata alla cartina geografica del continente africano e alla distribuzione delle aree di diffusione dell'islam e del cristianesimo, rispettivamente nella metà settentrionale e meridionale. Si può ragionevolmente argomentare che la colonizzazione europea potrebbe avere avuto il merito di salvare l'Africa dall'islamizzazione completa.

A questo proposito, non bisogna infatti dimenticare quando si valuta l'esempio più clamoroso di sfruttamento occidentale del Terzo Mondo, ovvero la tratta degli schiavi africani, il ruolo ben più drammatico giocato dagli arabi. Costoro, non soltanto rappresentarono i diretti responsabili della cattura degli schiavi destinati al mercato occidentale, razziando i villaggi dell'Africa Sub-sahariana, e causando la morte di almeno 120 milioni di persone secondo le stime, ma furono essi stessi schiavisti ben peggiori degli occidentali. Inoltre, a differenza dei Paesi occidentali, che nel caso specifico degli Usa combatterono una guerra civile anche per l'abolizione della schiavitù, gli arabi hanno continuato e continuano a praticarla fino ai nostri giorni. Se non fosse esistito alcun limite all'espansione ulteriore dell'islam verso Sud, è facile estrapolare cosa sarebbe potuto accadere agli animisti che oggi professano la religione cristiana e per alcuni rappresentano il futuro della cristianità mondiale. Costoro, non potendo godere dei relativi vantaggi della dhimmitudine concessi ai cristiani ed ebrei, avrebbero subito il medesimo destino riservato ai correligionari più settentrionali, sarebbero stati cioè, con ogni probabilità, massacrati o ridotti in schiavitù. Quasi nessuno però oggi in Occidente, neppure i discendenti afro-americani dei popoli ridotti in schiavitù e torturati dagli arabi, riconosce ai colonizzatori europei questo merito. Ancora più sorprendente è l'assoluta assenza del benché minimo rancore o critica nei confronti del mondo islamico per aver massacrato, sfruttato e schiavizzato le popolazioni del Terzo Mondo. Paradossalmente, un illustre campione della comunità afro-americana quale il presidente Obama non perde occasione per criticare l'Occidente per il passato coloniale ed elogiare invece l'islam per il presunto contributo alla pace, ai progressi dell'umanità e persino all'edificazione dell'America. E' difficile comprendere le ragioni del tributo del presidente all'islam se si escludono l'ignoranza, il totale distacco dalla realtà promosso dall'adesione all'ideologia di sinistra o magari l'effetto psicotropo di qualche droga. L'alternativa più razionale è che il rappresentante del popolo americano alluda alla "pace eterna" dei milioni di vittime dell'islam, ai progressi in campo militare stimolati dalle sue continue aggressioni, e infine al ruolo degli arabi nella tratta degli schiavi che avrebbero presumibilmente contributo a rendere grande l'America con la raccolta del cotone nelle piantagioni del Sud... 

Per quanto concerne invece la povertà e l'arretratezza dei paesi islamici, esse sono per lo più il frutto di errori interni alla storia della civiltà islamica, più specificatamente una serie di decisioni, tre delle quali di importanza critica, prese nel passato dai governanti e dai leader religiosi del mondo islamico, che hanno impedito alla civiltà islamica non solo di mantenere la superiorità di cui godeva nel Medioevo, ma anche di tenere il passo con i rapidi progressi dell'Europa Cristiana. 

Quando in Europa fu inventata la stampa nel XV secolo, e la notizia giunse alle orecchie del Sultano Beyazid II in Istanbul, costui avrebbe voluto promuoverne la diffusione anche nell'Impero Ottomano, ma gli ulema si opposero in nome dell'islam, una religione meno flessibile ed adattabile rispetto alle esigenze della modernità di quella cristiana.

Gli ulema decretarono che utilizzare la stampa per riprodurre la parola di Allah conservata nel Corano avrebbe costituito un sacrilegio. L'uso della stampa fu proibito ai musulmani per quasi quattro secoli, fino al 1729, ma concesso agli ebrei e ai cristiani dell'Impero, segnando così per sempre le sorti del mondo islamico. In breve, grazie a questa singola invenzione, la conoscenza si diffuse con rapidità inaudita nell'Europa Cristiana, accelerando il progresso scientifico e tecnologico che permise all'Occidente di riguadagnare terreno, superare e distanziare il mondo islamico.

La dhimmitudine, ovvero l´usanza radicata nella tradizione islamica di trattare i sudditi di religione non-islamica come cittadini di serie B, o come schiavi, che da un punto di vista economico e strategico non costituiva un problema all'inizio delle conquiste arabe all'interno della Penisola Arabica, con il crescere dell'estensione dei territori e delle popolazioni di infedeli controllate, si rivelò controproducente. In caso di guerra, a settori crescenti della popolazione non era concesso di combattere per l'Impero, mentre costoro potevano invece costituire una quinta colonna. Non solo, ma, come accadde per lo più nell'Impero Ottomano, i dhimmi erano spesso relegati a ruoli nell'ambito economico, quali il sistema bancario, del commercio e dei trasporti marittimi che in Occidente guidarono i progressi dal mondo medioevale a quello moderno.

Un'altra ferita auto-inflitta fu l'usanza detta Timar, un sistema feudale adottato dall'Impero Ottomano proprio quando l'Occidente si stava affrancando dai vincoli del feudalesimo, che aggiunse un freno ulteriore allo sviluppo economico.

Il colonialismo occidentale non è pertanto responsabile del sottosviluppo del Terzo Mondo, né del terrorismo islamico, semmai ha determinato, sebbene spesso involontariamente, un netto miglioramento delle condizioni di vita delle aree naturalmente indigenti e arretrate del pianeta. La Jihad non è una reazione del Terzo Mondo all'imperialismo e al passato coloniale, bensì un'aggressione motivata e alimentata dall'ideologia pseudo-religiosa imperialista, razzista, sciovinista e violenta espressa e custodita nel Corano. Sarebbe dunque ora che l'Occidente si affrancasse dal perfezionismo esasperato che lo spinge ad auto-flagellarsi e tormentarsi coi sensi di colpa nei confronti del Terzo Mondo, e recuperasse invece il meritato orgoglio per la propria identità classico-giudaico-cristiana e il rispetto di sé stesso.

La ritrovata autostima consentirà all'Occidente di guadagnarsi, anche con le armi se assolutamente necessario, il rispetto dei nemici islamici. Questo rispetto potrà forse creare i presupposti per l'apertura di spiragli di vero dialogo con l'islam, invece di esplicite dichiarazioni di dhimmitudine nei negoziati anche interreligiosi, che rischiano di generare maggiore aggressività e violenza verso i cristiani in Medio Oriente e in Africa al venir meno della protezione garantita dai regimi dittatoriali filo-occidentali in via di dissoluzione.

Rimborsopoli lucana: la cronistoria dell'inchiesta che ha travolto la Regione Basilicata

di Io amo l'Italia
18/05/2013 17:16:40

24 aprile - "Rimborsopoli" Regione Basilicata

I carabinieri hanno arrestato l'assessore al Lavoro Vincenzo Viti (Pd), il capogruppo del Pdl, Nicola Pagliuca e l'assessore regionale ex idv Rosa Mastrosimone. Le accuse sono truffa e peculato. Notificati anche altri provvedimenti cautelari, come il divieto di dimora. Sui rimborsi spese ai gruppi ed ai consiglieri la procura potentina ha da tempo aperto un’inchiesta che vede alcune decine di indagati tra vecchi e nuovi eletti. In mattinata è prevista una conferenza stampa del procuratore della Repubbica di Potenza. I provvedimenti cautelari seguono la sentenza di primo grado dell’11 Aprile scorso, nei confronti di quattro ex consiglieri regionali, condannati a venti mesi di reclusione per aver percepito, secondo i giudici, dal 2004 al 2009, rimborsi non dovuti perchè residenti 'di fattò a Potenza.

SEQUESTRATI CONTI PER CENTOMILA EURO - Nell’inchiesta coordinata dal Procuratore capo della Repubblica di Potenza, Laura Triassi, sono stati anche sequestrati conti corrente per un valore totale di circa centomila euro. In particolare, le somme sequestrate agli assessori e ai consiglieri regionali lucani indagati variano da circa cinquemila a 18 mila euro. Sono otto i divieti di dimora notificati nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi illeciti percepiti dai consiglieri regionali della Basilicata e riguardano i consiglieri in carica Antonio Autilio (Idv), Paolo Castelluccio (Pdl), Agatino Mancusi (Udc), Mariano Pici (Pdl), Alessandro Singetta (Gruppo Misto), Mario Venezia (Pdl), Rocco Vita (Psi) e l’ex consigliere Vincenzo Ruggiero (Udc). Per sette degli otto consiglieri (tranne Ruggiero), il divieto di dimora consiste nell’impossibilità di soggiornare nella città di Potenza. Per Ruggiero, invece, il divieto si riferisce al paese di Valsinni (Matera), dove ricopre un incarico politico

La posizione del presidente della giunta, Vito De Filippo (Pd), riguarda spese per francobolli; quella del presidente del consiglio, Vincenzo Santochirico (Pd), è riferita all'acquisto di giornali. I neoassessori coinvolti (due riconfermati, altri quattro nuovi) sono Attilio Martorano, Marcello Pittella, Nicola Benedetto, Luca Braia, Roberto Falotico ed Enrico Mazzeo Cicchetti, tutti di centrosinistra.

Nei confronti di tutti sono ipotizzati i reati di concorso in peculato e falso compiuti tra il 2010 e il 2012. Immediate le dimissioni del governatore De Filippo (Pd), che aprono la strada allo scioglimento anticipato del Consiglio regionale.
L'inchiesta di polizia, Guardia di finanza e carabinieri, avrebbe svelato «episodi, imponenti nel numero», di appropriazione indebita di denaro pubblico.
Ben 151.403 euro che ieri sono stati sottoposti a sequestro su disposizione del gip. Secondo il magistrato, infatti, ci sarebbe «una vera e propria certezza probatoria in ordine alla sussistenza delle condotte appropriative» e «sull'incameramento di denaro da parte di consiglieri e assessori della Regione Basilicata in occasione dei contributi ottenuti per le spese di rappresentanza e di attività istituzionale». Una vicenda che ricorda le inchieste giudiziarie già avviate da altre procure sulle regioni Lazio, Piemonte e Lombardia. E che svela quanto il fenomeno sia largamente diffuso.

Tra gli altri uomini politici indagati vi sono consiglieri in carica ed ex consiglieri e assessori, di tutti gli schieramenti, tra cui Antonio Autilio, Giuseppe D'Alessandro, Prospero De Franchi, Antonio Di Sanza, Agatino Mancusi, Rosa Mastrosimone, Franco Mattia, Vilma Mazzocco, Franco Mollica, Michele Napoli, Giacomo Nardiello, Nicola Pagliuca, Mariano Pici, Antonio Potenza, Erminio Restaino, Pasquale Robortella, Donato Salvatore, Luigi Scaglione, Alessandro Singetta, Mario Venezia, Rocco Vita, Vincenzo Viti.

Tre altre persone non sono uomini politici: uno è un commercialista legato ad un assessore anche da rapporti di parentela e due sono titolari di ristoranti che hanno emesso ricevute presentate per i rimborsi.

Vito De Filippo (Presidente della Giunta Regionale)

Poco più di 3mila euro in francobolli con ricevute fiscali «anomale» e senza intestazione.

Le ricevute messe a rimborso da De Filippo conterrebbero delle «anomalie» e provengono da tre tabaccherie di Potenza. In una di queste il presidente - o chi per lui - nel 2011 risulta aver acquistato 2.300 euro di valori bollati. Ma - secondo i militari delle Fiamme gialle - la tabaccheria «risulta essersi approvvigionata con acquisti di francobolli effettuati da Poste italiane per euro 1.200». Il dato di cui tengono conto però gli investigatori è che la tabaccheria non è stata in grado di fornire alcun documento inerente a possibili giacenze. Il caso è infatti considerato dagli investigatori molto marginale. Lui, in serata, commenta: «Sarebbe facile chiamare in soccorso le centinaia di lucani e non che ricevono mia corrispondenza, ma reputo inutile farlo perché non si può pensare che un presidente di Regione abbia tra i suoi compiti quello di contare i francobolli in uso alla sua segreteria». 

Rosa Mastrosimone (Assessore regionale ex IDV)

Panini, acqua minerale, bibite, succhi di frutta, biscotti, merendine. La lista della spesa di Rosa Mastrosimone, ex assessore della Regione Basilicata in quota Idv agli arresti domiciliari ammontava a 5mila euro annuali. «Le consegnavamo la spesa sia a Potenza sia a Matera», hanno confermato agli investigatori i negozianti di fiducia dell’ex assessore prima mastelliana e poi dipietrista che aveva chiesto il rimborso di quintali di alimenti tra le «spese di rappresentanza». 

Mastrosimone arriva a chiedere il rimborso per l'acquisto delle sigarette e delle gomme da masticare. Ma non solo, perché la politica dichiara ben 105 ricevute fiscali fasulle di ristoranti e viaggi anche per collaboratori, per 9.700 euro. Ascoltati per sommarie informazioni, gli aiutanti di Mastrosimone hanno assicurato che «no, non ho mai effettuato alcun viaggio riguardo alla mia collaborazione» con l'assessore.

Intanto emergono alcuni particolari sulle accuse a carico degli arrestati: Rosa Mastrosimone (assessore all'agricoltura esterna in quota Idv nella giunta regionale della Basilicata) - agli arresti domiciliari dal 24 aprile per aver percepito rimborsi illeciti - chiese di riavere indietro 5,90 euro spesi in un'area di servizio dell'autostrada Roma-Napoli, il 19 gennaio 2010, per acquistare un "mini orsetto". Nel mirino degli investigatori, anche l'acquisto di un pezzo di caciocavallo silano, pagato 3,40 euro.

Vincenzo Viti (Assessore regionale PD)

In Basilicata il "tecnico" dei rimborsi sarebbe stato l'assessore democratico Viti. «Un vero e proprio specialista – annota nell'ordinanza il gip – nell'allegazione di spese di ristorazione e non solo, assolutamente non sostenute». Ricevute fiscali falsificate «per nascondere la reale causale». Per gli investigatori, Viti avrebbe intascato con questo sistema 18.566 euro. Inoltre, avrebbe tentato di inquinare le prove attraverso un ristoratore che pur di nascondere le ricevute false, avrebbe denunciato un allagamento con la relativa distruzione dei documenti. «Un comportamento – ritiene il gip – che manifestava chiaramente l'intenzione di proteggere Viti».

Nicola Pagliuca (Capogruppo PDL nel Consiglio Regionale

Pagliuca, capogruppo Pdl al Consiglio, invece, sarebbe arrivato a falsificare a penna le ricevute, appropriandosi di 16.576 euro. Scrive il gip che sono state trovate «fatture fiscali per spese di ristorazione con importi maggiorati a mano ovvero relativi, addirittura, a pasti mai fruiti. Vedi il caso della fattura del 2 luglio 2009 del ristorante La Primula dove l'importo veniva modificato da 80 a 180 euro, come confermato dal titolare».

394 EURO PER CENA 'ARGENTINA' A MILANO - Il ristorante è uno dei più noti a Milano, in centro, specializzato nella cucina argentina: è il posto in cui sono stati spesi 394 euro (poi "riavuti" come rimborso per l'attività politica e amministrativa) in piatti tipici dal capogruppo del Pdl alla Regione Basilicata, Nicola Pagliuca - agli arresti domiciliari - coinvolto nell'inchiesta sui rimborsi illeciti, che ha assaggiato un "Gran Lomo", filetto di manzo da 99 euro, e un "Jamon Pata Negra" (prosciutto iberico) da 22 euro. C'é anche questo negli scontrini controllati dai Carabinieri, dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza. Il pasto (sei coperti) è stato consumato il 9 luglio 2011. Nel menu del ristorante, il "Gran Lomo" risulta essere un singolo "filetto di manzo intero per quattro persone", mentre sono stati tre i commensali della cena offerta dal consigliere che hanno assaggiato il prosciutto iberico (per un totale di 66 euro). Nella fattura (poi "regolarmente" presentata agli uffici regionali) anche altre prelibatezze dai nomi esotici (come il piatto di "Rueda de Lomo" da 26 euro o di "Arroz verdulero" da 12): il tutto, ovviamente, bagnato da una bottiglia di "rosso" doc, un Amarone da 66 euro, e da due amari per chiudere la tavolata

 

Donato Salvatore (Consigliere Regionale Psi)

Un'altra scheda - finita nell'inchiesta della procura di Potenza - riguarda il consigliere Donato Paolo Salvatore (Psi). Gli investigatori hanno considerato non in regola le richieste di rimborsi per spese di carburante e hanno allegato ricevute per 300 euro in un'officina per riparare l'auto di proprietà della moglie del consigliere. Altri due casi riguardano "tre pasti nella stessa giornata" (uno almeno, quindi, non riferibile al consigliere) e quella che è stata definita una "occasione ludica", cioè un viaggio in Veneto, a Vinitaly, con altre persone, per una spesa totale di 1.100 euro.

Altri

Migliaia di scontrini, ricevute fiscali, fatture, pagamenti per collaborazioni e acquisti: i consiglieri della Regione Basilicata finiti nell’inchiesta sui rimborsi «a go go» depositavano qualsiasi atto utile a ottenere un contributo. E tra gli atti dell’inchiesta sono finite anche - consegnate dall’ex assessore Vincenzo Viti del Pd (agli arresti domiciliari) - le pubblicità dei locali romani di lap dance stampate sul retro delle ricevute dei taxi. 
COPPE E TARGHE, PASTE E ACQUA TONICA - Ha portato a "risultati probatori davvero imbarazzanti" l'inchiesta sui rimborsi illeciti per assessori e consiglieri della Regione Basilicata: lo hanno scritto gli investigatori, che hanno spiegato di aver messo insieme solo "fatti-reato oggettivamente ed inconfutabilmente riscontrati senza margini di dubbio". Fra questi, un classico: coppe e targhe per la finale del torneo sportivo, pagate con soldi pubblici (220,40 euro), per rinforzare l'affetto degli elettori. Purtroppo, però, per il consigliere regionale della Basilicata Giuseppe Dalessandro (Pd) la spesa è finita nella scheda fra quelle non ammissibili a rimborso. In un'altra scheda - riferita all'assessore alla sanità, Attilio Martorano (esterno in quota centrosinistra) - vi sono 90 euro per spese di pasticceria sostenute nel giorno del suo compleanno e due spese di ristorazione nel giorno del compleanno della moglie: 370 e 450 euro. Negli atti raccolti dagli investigatori si trova anche uno scontrino per una spesa di cinque euro per un'acqua tonica. Infine, tra la documentazione presentata a rimborso dal consigliere Luigi Scaglione (Popolari uniti) si trova una fattura del 25 settembre 2010 per una spesa di 2.794 euro in un negozio di telefonia di Potenza: le ricariche sono ben 140, a cui si aggiungono un telefono a doppia scheda (129 euro di spesa) e cento risme di carta (540 euro).

Vincenzo Santochirico (Presidente del Consiglio regionale - PD)

Il presidente del consiglio regionale della Basilicata, Vincenzo Santochirico (Pd) - fra i 40 indagati (per aver chiesto due volte il rimborso dell’abbonamento ai giornali quotidiani) - Santochirico non ha nascosto il suo disappunto per il «circo e il turbinio mediatico» in cui è finita la vicenda e ha criticato la pubblicazione sui giornali di atti giudiziari non prima notificati agli indagati, ha ammesso che l’immagine della Regione è quella «di un’istituzione ferita».

Gruppi Consiliari

In Procura stavano già raccogliendo informazioni sulle spese dei gruppi consiliari. Perché il «grasso» era lì che colava: 500mila euro all’anno divisi soprattutto tra Pd e Pdl. In uno dei conti dei capigruppo gli investigatori - l’inchiesta sui gruppi è stata condotta dalla Squadra mobile, quella sulle spese di rappresentanza, invece, da carabinieri e Guardia di finanza - hanno trovato un «buco» che viene definito «notevole ». E strani «passaggi economici» dal gruppo che «scroccava» euro alla Regione Basilicata a un partito politico «di rilievo nazionale». Ma questo è un aspetto dell’indagine che la Procura tiene ancora sotto chiave. 

3 maggio - Rimessi in libertà Viti e Mastrosimone

Il gip di Potenza, Luigi Spina, ha rimesso in libertà i due ex assessori di centrosinistra della Regione Basilicata - Vincenzo Viti (Pd) e Rosa Mastrosimone (Idv) - agli arresti domiciliari dal 24 aprile per uso illecito dei rimborsi. Passa dai domiciliari al divieto di dimora a Potenza anche l'ex capogruppo del Pdl, Nicola Pagliuca.

fonti: ilquotidianodellabasilicata.it, lagazzettadelmezzogiorno.it

Postato il 18/05/2013 17:16:40 in Comunicati

Io amo l’Italia contro Equitalia: “Sanzioni usurarie”

di estense.com Ferrara
16/05/2013 18:10:20

La coordinatrice ferrarese chiede al sindaco Tagliani di trasferire la riscossione crediti ad un ufficio comunale

(Fonte: http://www.estense.com/?p=301048“) - Il sindaco Tagliani trasferisca il servizio di recupero crediti, attualmente affidato a Equitalia, a un ufficio comunale”. È questa la richiesta inviata al sindaco di Ferrara da Eleonora Giacomelli, coordinatrice provinciale di “Io amo l’Italia”, la forza politica fondata e guidata dal giornalista egiziano Magdi Allam e che ha recentemente inaugurato la propria sede ferrarese (vai all’articolo). Una richiesta accompagnata da un duro attacco all’agenzia di riscossione delle imposte, ritenuta “responsabile dell’imposizione ai contribuenti di sanzioni usurarie, costringendo le imprese a cessare l’attività e a gettare nella mischia le famiglie”.

La Giacomelli accusa Equitalia di essersi dimostrata “tutt’altro che vicina al cittadino al punto che in molti comuni italiani, anche con una maggiore intensità di popolazione rispetto a Ferrara, si è preferito non affidarsi più a questo ente”, e afferma che “il Comune di Ferrara, gestendo in proprio il recupero crediti, sarebbe in grado di monitorarli direttamente, potendo così intervenire prima che i cittadini rischino il pignoramento dei propri beni e le aziende le attrezzature per svolgere le loro attività”.

La richiesta rivolta al sindaco Tagliani è quindi quella di trasferire il recupero crediti a un ufficio comunale, “al fine di permettere al cittadino una maggior tutela e un rapporto più umano tra ente creditore e debitore”, ma soprattutto che gli interessi e le sanzioni , “attualmente applicati con aliquota massima da Equitalia, vengano ridimentsioanati nell’ottica di un periodo di profonda crisi come quello nel quale stiamo vicendo, favorendo anche una maggiore rateizzazione”.

Postato il 16/05/2013 18:10:20 in Dicono di Noi

Crema, un incontro su "Islam e moschea" con Magdi Cristiano Allam organizzato dalla Lega Nord: giovedì 23 alle 20.45

di www.mondopadano.it \
16/05/2013 17:18:08

(Fonte:http://www.mondopadano.it/stories/cronaca/1562_crema_un_incontro_su_islam_e_moschea_con_magdi_cristiano_allam_organizzato_dalla_lega_nord_gioved_23_alle_2045/#.UZUFq7WQVjR) - CREMA – Incontro per favorire l'integrazione organizzato dalla Lega Nord sul tema “Islam e moschea” giovedì 23 alle 20.45 presso la Sala dei Ricevimenti del Palazzo Comunale di Crema in piazza Duomo. All'appuntamento presenzierà l'onorevole Magdi Cristiano Allam, presidente del Movimento Politico Io amo l'Italia, oltre alla senatrice Silvana Comaroli e il consigliere regionale Federico Lena.


Dall’ottobre dello scorso anno è ripreso in città il dibattito sulla possibilità di insediamento di un “centro culturale arabo”, eventualità che da subito ha visto la Lega Nord contraria, a fronte di una forte spinta della maggioranza di sinistra favorevole al progetto.
In questi mesi poco o nulla è trapelato dal Palazzo Comunale sul reale progetto che si vorrebbe realizzare nel quartiere di Ombriano, nessun documento ufficiale è arrivato all’attenzione dei consiglieri comunali, anzi, abbiamo assistito ad un “balletto semantico” sul nome corretto col quale indicare l’insediamento: centro culturale arabo o islamico, moschea o musalla.

Magdi Cristiano Allam, la biografia Magdi Cristiano Allam è il Presidente del Movimento politico nazionale “Io Amo l’Italia” da lui fondato il 28 novembre del 2009. Dal luglio del 2009 è deputato al Parlamento Europeo. È presente come soggetto politico indipendente nel Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (Eld). E’ stato vicedirettore ad personam del quotidiano «Corriere della Sera» dal 2003 al 2008, dopo aver ricoperto la carica di editorialista e inviato speciale del quotidiano «La Repubblica» dal 1996. È laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma. Per la Mondadori ha pubblicato: Europa Cristiana Libera (2009); Grazie Gesù (2008); Viva Israele (2007); Io amo l’Italia (2006); Vincere la paura (2005); Kamikaze Made in Europe (2004); Bin Laden in Italia (2003); Saddam (2003); Diario dall'islam (2002). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Saint- Vincent di giornalismo, l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, il Premio internazionale Dan David e il Mass Media Award dell’American Jewish Committee. È nato al Cairo nel 1952 dove ha studiato presso le suore comboniane e i sacerdoti salesiani. Vive in Italia dal 1972 ed è orgogliosamente cittadino italiano dal 1987.

Postato il 16/05/2013 17:18:08 in Eventi

Io amo l'Italia chiede la chiusura di Equitalia a Ferrara

di Eleonora Giacomelli
16/05/2013 12:39:07

Pubblichiamo l’istanza che “Io amo l’Italia” ha presentato al Sindaco di Ferrara affinchè, come già altre amministrazioni hanno fatto, cessi la collaborazione con Equitalia o enti analoghi, dei quali sono note le modalità spesso vessatorie di riscossione.

Anche se è notizia recente che dal 1° luglio prossimo tale collaborazione è comunque da ritenersi risolta, “Io amo l’Italia” auspica che le incombenze ora affidate ad Equitalia vengano gestite da un ufficio interno al Comune e comunque non da agenzie esterne private che potrebbero solo reiterare i dannosi e talvolta ingiusti comportamenti di Equitalia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferrara, 14 maggio 2013

Al signor Sindaco del Comune di Ferrara avv. Tiziano Tagliani

La sottoscritta ELEONORA GIACOMELLI, nata a Ferrara il 24 maggio 1967 ed ivi residente in via Bolzana 33, per conto del Coordinamento Comunale di Ferrara di “IO AMO L’ITALIA”

PREMESSO

-          che “IO AMO L’ITALIA” è favorevole alla chiusura di Equitalia e di ogni altro organismo che opera in maniera similare, in quanto è responsabile dell’imposizione ai contribuenti di sanzioni usurarie, costringendo le imprese a cessare l’attività e a gettare nella miseria le famiglie.

CONSIDERATO

·         che ci troviamo in un periodo nel quale le aziende falliscono una dopo l’altra, la pressione fiscale mette in ginocchio commercianti, imprenditori e famiglie e i suicidi, in gran parte dovuti ad errori della stessa Equitalia, si susseguono in maniera sistematica;

·         che i mezzi e i modi di operare di Equitalia per il recupero crediti si sono dimostrati tutt’altro che vicini al cittadino al punto che in molti Comuni italiani, anche con una maggiore intensità di popolazione rispetto a Ferrara (v.Roma), si è preferito non affidarsi più a questo ente;

·         che il Comune di Ferrara, gestendo in proprio il recupero crediti, sarebbe in grado di monitorarli direttamente, potendo così intervenire prima che i cittadini rischino il pignoramento dei propri beni e le aziende le attrezzature per svolgere la loro attività;

·         che il numero di coloro che hanno deciso di togliersi la vita in Italia, per gli anni 2012/2013 ammonta a 121 suicidi, avvenuti anche per errori commessi da Equitalia;

CIO’ PREMESSO

“IO AMO L’ITALIA”, a mezzo della sottoscritta Coordinatrice,

CHIEDE

1)      Che il servizio di recupero crediti, attualmente affidato ad Equitalia, venga trasferito ad un ufficio comunale, al fine di permettere al cittadino una maggior tutela e un rapporto più umano tra ente creditore e debitore;

2)      che gli interessi e le sanzioni, attualmente applicati con aliquota massima da Equitalia, vengano ridimensionati nell’ottica di un periodo di profonda crisi come quello nel quale stiamo vivendo, favorendo anche una maggiore rateizzazione.

Ringraziando per la cortese attenzione

 

Per il Coordinamento di “Io amo l’Italia” – Ferrara

Dott.ssa Eleonora Giacomelli

Postato il 16/05/2013 12:39:07 in Comunicati

Magdi Cristiano Allam stasera a Radio Padania parlerà della petizione contro la Kyenge

di Giuliano Citterio e Roberto Maggi
16/05/2013 11:04:56

(Articolo tratto da La Padania del 16/05/2013) - Argomenti scottanti e ospiti assolutamente eccezionali questa sera a “Sulla strada della libertà”. In collegamento da Bruxelles, Magdi Cristiano Allam che con due potenti editoriali sul Giornale ha avuto il coraggio di difendere il paese nel quale ha scelto di vivere e di riconoscersi, anche rischiando la propria vita. “Non si sente itagliana però vuole tutti itagliani”, dedicato alla ministra Kyenge, e “Asilo politico ultimo trucco dei clandestini”, a commento della tragedia di Niguarda, la strage compiuta da un clandestino che non avrebbe mai dovuto essere sul nostro territorio.

Orrore nell’orrore in questa terribile vicenda, le incredibili dichiarazioni della giunta Pisapia, sempre pronta a difendere i caini. Dopo aver tolto tutte le difese ai cittadini non trova di meglio che accusare le Lega Nord di strumentalizzare (ricordo per questo fine settimana la gazebata contro l’abolizione del reato di clandestinità) e, addirittura colpevolizzare i pochi milanesi in giro alle cinque di mattina, per non essere stati pronti fra una bastonata e una picconata, a chiamare le forze dell’ordine! Ben altre le risposte che aspettiamo dalla giunta: quando torneranno i militari per le strade, quando i vigili si occuperanno della sicurezza dei cittadini e non solo di far fare soldi all’amministrazione, chi ha aiutato il clandestino, chi gli ha procurato l’assistenza legale, chi gli ha compilato il ricorso contro l’espulsione?

Altro ospite di assoluto livello un anostro amico, grande militante e parlamentare storico della Lega Nord: Roberto Castelli. Con lui un’analisi sull’impasse del nuovo governo Napolitano, meglio conosciuto come l’inciucio due, e la sua manifesta incapacità di dare le risposte concrete ed efficienti alla crisi economica che sta distruggendo il paese. Ottimi motivi per seguirci questa sera su Radio Padania Libera, ore 21 – 23.30, “Sulla strada della Libertà”. In studio Roberto Maggi, Giuliano Citterio, Erminio Fumagalli e Marco Tognini.

 

Postato il 16/05/2013 11:04:56 in Dicono di Noi

“Questo è il nostro Paese. Se non accettate il nostro modo di vivere, andatevene!”

di Peter Costello
15/05/2013 12:47:34

Non sono contrario all'immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.

Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.

L'idea che l'Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.

Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere. Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese.

Noi parliamo l´inglese, non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua. Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!

La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.

Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un’altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.

Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.

Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.

Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.

Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.

Questo è il nostro Paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere vi offriamo la possibilità di viverci al meglio..

Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni , le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.

Se non siete felici qui, allora andatevene. Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese. Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto.. Se non lo fate, andatevene!

Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti!

Questo è il dovere di ogni nazione. Questo è il dovere di ogni immigrante.

(Dichiarazione fatta nel 2008 da Peter Costello, all'epoca ministro del Tesoro australiano)

Postato il 15/05/2013 12:47:34 in Ali di Libertà
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