Tempo di Stasi

Mala tempora currunt… tempi grami, momenti di ca…voli amari.

Come per il condannato a morte, attendiamo: siamo alla Stasi.

Nemmeno più si salva il vecchio adagio, del “Panem et circenses”, pane e giochi del circo;
talmente si sentono forti questi nuovi poteri e potenti attributi del Marietto, da togliere senza timori michetta e goduria al popolo ammonendo che ora… Ora et labora, prega e “fa andà i manitt”, ossia, tira su le maniche e olio di gomito!
Mariolo ha la freddezza di un surgelato della Findus: la testa non pensa di perderla.
“Supermario” s’identifica certamente con Clark Kent, l’imbranato e goffo personaggio che nasconde la vera identità di Superman, eroe dei fumetti;
Mario al mattino si alza con le mutande ascellari, per poi entrare nell’armadio e uscirne con la tutina da “Super”.
Oddio: al momento il Marietto invulnerabile è.
Non tanto per la durezza della cotica, ma per l’impunità di cui gode, giacché nessuno vorrebbe il suo posto nel mentre c’è da cavare patate bollenti e castagne dal fuoco.
Se proprio, si scoti lui le mani, per poi arrivare i pompieri a raccogliere a fiamma morta.

Si vorrà mica poi che chi l’ha imposto con l’esorcismo, per scacciare Satana, possa ora dire che si è scherzato e che questo ne è esatta copia nell’applicare programmi, soluzioni e cure;
che erano dannate e dannose se proposte dal Silvio, ma unguento lenitivo per le parti intime se imposto dalle mani del santo.
Una gioiosa macchina da guerra ha sacrificato servizio a chi gli ha fornito poltrona per propri culetti, al rancore verso chi è riuscito – granello di sabbia – a bloccarne ingranaggi.

Da tanto d’odio ecco distillato balsamo: il nostro supereroe incassa;
e gli italiani pure: l’uno il grano, dalla battitura dei portafogli; agli altri, la paglia.

Quanto si è perso e quanta caduta libera, solo perché nel pollaio in fiamme si litigava, per chi doveva fare il gallo e chi la gallina.
Per poi affidare custodia a un vecchio volpone.
Una cosa è sicura: i polli l’hanno fatto gli italiani.
Speriamo di mangiare il cappone… castrato di gallo, appunto.
“Al fin della fera”, finita la festa, san Mario ha fatto solo giochi a metà tra il “taglia e incolla” e di prestigio;
Abracadabra… e il sangue degli onesti si è liquefatto, meglio che quello di san Gennaro.
Il sudore si è trasformato in lacrime… Mariello è proprio un mago!

Aumenta di qua, aumenta di la, tassa questo, tassa quello e l’Italia, più che flebo s’è vista applicare salasso di sanguisughe, panacea per tutti i mali, secondo studi e medicina montignaccola.
Con alacre lavoro da becchino, ha riempito le casse, riducendo i problemi all’osso.
Vuole cambiare gli italiani, dice.
Neppure a sfiorargli l’idea, che a cambiare dovrebbero essere proprio quelli come lui e chi l’ha collocato: vecchiume giurassico, che sono proprio loro ad averci portato la canna del gas e non per riscaldarci, ma per cucinarci a fuoco e cottura lenta.
Più che bolliti, dovremmo essere noi a sentirci… stufati.

Ma non è questo il problema; o almeno, non il più drammatico.

Il pericolo deriva da tanta sicumera di questi “Super” di poter fare e disfare a piacimento, non dovendo dar conto a chi mai li ha votati e avendo ricevuto cambiale in bianco da chi invece ha ceduto la primogenitura per un piatto di lenticchie: la politica e i suoi grassi, pingui e inetti delegati.
Il senso d’onnipotenza è pernicioso: chi lo assume non accetta repliche, non ammette correzioni di rotta né errori propri;
il “Superbauscia” ragiona a senso unico: «Io Robinson, tu Venerdì!»

Se affrontato, si sente perseguitato, minacciato, incompreso, unto dal Signore, ” il Migliore ma, soprattutto, “über alles”, sopra dei comuni mortali, rozzi e villani da “rieducare”.

Italiani da cambiare.
Olio di ricino per il loro bene, s’intende: purgarne intestino per salvarne corpo.

La regola s’inverte: tuti colpevoli, sino a dimostrazione contraria;
tutti ladri, imbroglioni, evasori, faccendieri, intrallazzatori, corrotti… fino a prova contraria.

Prima si emette la condanna dai tubi catodici e poi, se avanza tempo, nelle aule di tribunale.
Nel frattempo, ci si lustra l’immagine.
La solita sceneggiata delle retate nei posti esclusivi, dove si vedono il macchinone e la barchetta del riccone di turno sotto la lente dei finanzieri; quattro gatti in divisa in alcuni negozi di lusso, a far vedere che basta lo spaventapasseri a scacciare chi frega le sementi.
Si spaccia la particella per il tutto, a voler insinuare che, sparando a pallini, si fa centro.
Il tutto a creare, nel bestiame da lana, latte e uova, il senso di colpa: guardate, quanti disonesti.

Nulla di nuovo, se mai d’antico, nell’aria.
Ma la pasturazione incomincia, per arrivare alla Stasi… la casereccia copia della famosa organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est, rimasta famosa per avere arruolato numerosi tedeschi per il controllo delle attività dei propri concittadini.

Tu spii lui, che spia l’altro, che spia me, che spio…
Delazione… l’invito a denunciare, con promessa d’impunità e anonimato.
La più perversa forma di controllo che mai sia esistita, dove il vivere la quotidianità era un’agonia, spietata selezione naturale, dove solo il “Mors tua vita mea”, la tua morte è la mia vita, garantiva il poter vedere alba del giorno dopo.

Segnalami il tuo vicino di casa disonesto, che ti do una medaglia, sibilano.
Come mescolare la tazzina di cicuta insaporita con estratto d’invidia.

Ma questo è solo un aspetto del surrogato di purga staliniana.
Da tante premesse, dove si vorrebbe far credere di vivere in un mondo di peccatori da “rieducare”, il siluro arriva dal basso, e si chiama “Redditometro”.
Vero capolavoro di controllo totale di corpi e menti.

Il nome è accomodante, quasi a dare sensazione di misura aurea, di democratica livella.
Peccato la premessa: tutti siamo evasori da sbiottare, per vedere se tra le pieghe delle nudità non ci fosse occultato qualche zecchino.
Capaci di farcela fare nel vasino, per vedere se salta fuori qualche moneta, stornata dalla ramazza del fisco.

«Signori, su le mani e giù i pantaloni!»

Ai vecchietti con il deambulatore o le stampelle viene chiesto prova di muoversi da sé, senza l’appoggio dell’accompagnatrice, a vedere se quella sia solo amica o badante in nero;
la carrozzina, come il Suv: indicatore di agiatezza, peggio ancora se con le ruote in lega;
nelle palestre, sarà raccolto il sudore, da cui il DNA per trovarne fonte e paternità;
se vai in Hotel, facile che buttino giù la porta e ti fotografano in mutande, per vedere dove nascondevi i soldi della camera;
se sei contadino e hai un cavallo, occhio: che sia vecchio, bolso e in carne o all’opposto, secco e con un piede nella fossa, altrimenti il carretto con il letame diventa lussuoso calessino da passeggio;
e i figli, meglio disconoscerli, altrimenti vanno a vedere quanto ci spendi dietro e capaci di pensare che avanzi baiocchi, su cui lucrare;
mandarli all’asilo e a farli studiare, meglio pensarci bene: lo stornare forza bruta al lavoro muscolare per farne popolo istruito invece che bue, non va assecondato; una sana gabella spegne pericolose derive.
e al gioco… neppure a pensarci: se hai tempo e mezzi per il sollazzo, vuol dire che non ti hanno spremuto abbastanza, e c’è ancora succo, dove inzuppare biscotto.
Dell’abitazione, al con che cosa ci si muove, dall’assicurazione alle contribuzioni più disparate si farà setaccio;
senza parlare degli arredi, degli elettrodomestici e delle varie apparecchiature e diavolerie elettroniche: meglio rispolverare la clava e accendere il fuoco con le scintille prodotte dallo sfregamento tra sassi o legnetti.
Abbonamenti a riviste, a televisioni a pagamento saranno indicatori di abbondanza e crapula;
senza parlare di possedere azioni e obbligazioni, piuttosto che fondi d’investimento o buoni postali: il consiglio di diversificare, per non tenere tutte le uova in un paniere, sembrerà sospetta manovra, tentativo di occultare frutti proibiti.
Alla sede della Stasi andranno pure bollette di luce telefono e gas, per vederne consumi e intercettare uso e abuso di tanta manna.
Nelle pieghe del risparmio bancario si sono introdotti pesantemente: con la scusa dell’esistenza delle faine, si sono accampati tra le ovaiole.

Il braccio armato sarà Equitalia che, si sa per prova provata, prima spara, poi chiede chi c’è dietro al cespuglio.
Chi entra in questo trituratore, difficilmente esce con le ossa intere, anche se innocente: una volta macinato, si ha voglia di avere consolazione e patente di onestà.
Dopo asfaltati, difficilmente si ritornerà ad avere spessore.

Sarà terrorismo fiscale, dove il risalire corrente, dopo il puccio in questo “Mare mostrum”, sarà come per il salmone quando, allo sforzo di risalire, dovrà prestare attenzione anche alle fauci spalancate degli orsi, in placida attesa che si sbagli salto e direzione.

Si ha voglia di dire che “Male non fare, paura non avere”, ma gli ingranaggi della nostra burocrazia macinano alla svelta, che l’innocente ha le ossa più friabili ed è sempre più comodo essere forti con i deboli, e prudente i deboli con i forti.

Più facile e redditizio e massacrare i tanti indifesi, che un grosso pesantemente armato.

Ammazzare una pecora appaga la fame senza rischi di rompersi le corna contro qualcuno di più agguerrito.
Alla fine, i furbi si attrezzeranno e ritroveranno livrea mimetica, mentre i poveri cristi avranno ben tracciato sul culo i cerchi del bersaglio.

Arriverà al poveretto accertamento e contestazione, con ingiunzioni a pagare e pesanti intimidazioni sul destino che si appresta se non scuci subito;
per contestare anche la cazzata più lapalissiana, si verrà dirottati su sentieri irti di difficoltà, dove comunque non si saprà mai quale generazione godrà dei rimborsi.
Nei testamenti si lascerà pure questo biglietto della lotteria, che forse qualcuno alfine potrà mettere all’incasso.
Forse, perché quando c’è da prendere, l’olio agli ingranaggi il fisco lo mette, altrimenti lascia arrugginire le giunture della manina.

Prima e comunque paga, Pantalone: poi, se rimarrà tempo e denari, si vedrà.

Il Redditometro come la lama di coltello: l’uso ne farà la differenza.
Ma i precedenti di chi ora ha il coltello per il manico, non fanno ben sperare.

Questa gente mi fa paura: non perché abbia da nascondere. Anzi.
MI fa paura perché, con la scusa che girano ladri, vorrebbero avere copia delle chiavi di casa nostra.

Passi il periodo di congiuntura, ma la… Stasi, proprio no.

Meglio la paralisi!

La verità vi farà liberi… e felici!

In questa nostra epoca storica caratterizzata nel campo sociale da una forma di buonismo incondizionato all’insegna della massima tolleranza, e nel campo religioso da una massiccia dose di qualunquismo che si vuol nobilitare col nome di ‘ecumenismo’, si rischia in realtà di mettere sullo stesso piano sia le azioni buone con quelle malvagie, sia la religione vera, quella rivelata da Cristo, con altre forme di “fede religiosa”, a tal punto che in alcune città, tra cui Verona, è stata sostituita in alcuni luoghi pubblici, ad esempio nella stazione, la caratteristica chiesetta o cappella con un luogo di culto più moderno denominato ‘casa di Dio’ per non scontentare nessuno. … continua

Con l’EURO e questo sistema monetario non ci può essere libertà!

In questi ultimi anni di studio e di letture intense mi sono completamente convinto che l’origine e la causa di quasi tutti i mali che ci affliggono sono strettamente legati a come è organizzato il sistema monetario. tutti i problemi discendono dalla perversione di sistema che oggi stiamo subendo, i problemi economici naturalmente ma anche in ultima analisi tutti gli altri compresa la criminalità, la fame nel mondo, le guerre, etc, etc. insomma tutto.

Molti di voi avranno vorranno in questo momento abbandonare la lettura di questo articolo pensando “ecco qui il solito visionario, complottista, anarchico, che sogna cose impossibili, etc etc etc “. Provate a resistere a questo impulso e a leggere solo la prossima frase e poi deciderete se continuare o no.

I reali meccanismi attraverso i quali è regolata la circolazione e i flussi di denaro sono profondamente sconosciuti alla maggior parte dei cittadini non solo italiani ma di tutto il mondo. Questa ignoranza è intenzionale, e come realmente funziona il sistema monetario è tenuto abilmente nascosto da chi in realtà se ne è impossessato (la finanza) a discapito di tutti gli altri che invece lavorando producono ricchezza (imprenditori , operai, professionisti, etc).

Il punto è capire cosa è il denaro. Il denaro non è altro che una misura della ricchezza, non è la ricchezza in se. La ricchezza è costituita dai beni posseduti o prodotti, dal risparmio (che non è altro che lavoro svolto in passato che è stato messo da parte), e dalla proprietà (casa, beni strumentali, etc).

Ora ammettiamo che tutti i beni e le ricchezze di una nazione corrispondano a 1.000.000 di euro, significa che ci saranno in circolazione tante banconote quanta è la ricchezza del paese e cioè un milione di biglietti da un euro. Una volta definito il denaro in questo modo è evidente che se qualcuno avesse la possibilità di stampare moneta, cioè di aumentare il denaro contante circolante, cambierebbe il numero delle banconote ma non la sostanza della ricchezza esistente. Una maggiore quantità di contante dovrebbe essere divisa per lo stesso numero di beni con la conseguenza dell’aumento dei prezzi e cioè dell’inflazione. Ma questo ha una conseguenza spiacevole per molti ma non per coloro che riuscissero a “stampare il denaro”. Ammettiamo che costoro immettano di un altro milione di banconote da un euro oltre al milione esistente. Siccome la ricchezza reale resta sempre la stessa, si otterrà il risultato che gli stessi beni nel complesso avranno un corrispondente in contanti pari a due milioni di euro, il doppio quindi, e di conseguenza ogni singolo bene avrà raddoppiato il suo prezzo.

Questa appunto si chiama inflazione.

Se ora ipotizziamo che un gruppo di furbi riesca realmente ad impossessarsi della macchina per stampare i soldi, anzi meglio ancora, circuendo dei politici poco svelti di comprendonio, riesca addirittura a far approvare una legge dal governo che gli affidi l’appalto della stampa dei soldi con il compito di mantenere la “stabilità finanziaria”, e ipotizziamo che dopo qualche tempo questi furbi molto potenti riescano a rendersi completamente indipendenti dal governo, sempre per garantire la massima neutralità naturalmente, e che infine riescano di fatto a stampare denaro in totale autonomia e a distribuirlo in prestito solo ai propri amici, che cosa succederebbe?

Succederebbe, come abbiamo visto che il prezzo dei beni aumenterebbe (inflazione) ma il contante fisico circolante sarebbe in mano ad una cerchia sempre più ristretta di persone, gli amici dei famosi manigoldi, i quali starebbero di fatto sottraendo ricchezza reale a tutti gli altri.

Facciamo un esempio: ammenttiamo che tutta la ricchezza della nazione sia costituita da quattro bottiglie di vino da dieci euro l’una. La ricchezza nazionale sarebbe quindi pari a 40 euro. Due di queste bottiglie sono in mano ad un cittadino onesto e due in mano ad un cittadino furbastro che ha la macchina per stampare i soldi. inizialmente tutti i conanti sono distribuiti tra i due cittadini equamente in base alle loro proprietà: venti euro a testa.

Cosa succede: il furbastro stampa altri 40 euro e se li mette in tasca. Il suo contante è ora di 60 euro. Le banconote circolanti sono ora 80 e quindi le quattro bottiglie in totale valgono 80 euro e cioè 20 euro l’una: il valore è raddoppiato, con una l’inflazione del 100% Entrambi apparentemente sono contenti che le loro bottiglie si siano apprezzate. Ora però il furbastro offre al cittadino onesto di comprargli una bottiglia al suo prezzo corrente cioè per 20 euro.

Il cittadino onesto, magari a corto di contanti perchè tutto con l’inflazione aumenta di prezzo, vende una delle sue bottiglie.

Qual’è la situazione finale? Entrambi hanno la stessa quantità di contanti in tasca come all’inizio, con la sola differenza che invece di venti euro ne hanno 40 ciascuno, ma la cosa sostanziale che è avvenuta è che uno ha una sola bottiglia e l’altro ne ha tre ! Quindi la ricchezza reale è passata dal cittadino onesto a quello furbastro.

Ecco come controllare il sistema monetario e cioè la quantità e il flusso di denaro contante consente a chi si appropria del potere di stampare i soldi di “pompare” ricchezza sottraendola a tutti gli altri.

“Ma questo non succederà mai”, direte voi ! C’è una legge che punisce i fabbricatori e gli spacciatori di monete false. Certo di monete false, ma purtroppo nessuno punisce i fabbricatori e gli spacciatori di monete vere !

“Ma chi stampa le monete vere è lo stato”, direte voi ! Invece no cari amici, e qui si rivela tutta la mancanza intenzionale di informazione dell’opinione pubblica. Mentre noi eravamo in tutt’altre faccende affaccendati, mentre ci occupavamo, o ci facevano occupare, dei politici corrotti, di tangentopoli, del conflitto di interesse, di Noemi e di Ruby, c’è chi ha agito nel silenzio e nell’ombra facendo approvare leggi su leggi, che hanno sostanzialmente mutato la natura delle nostre banconote, iniziando perfino dalle lire non più con la dicitura “repubblica italiana” ma con la scritta “banca d’italia”, e poi hanno ottenuto di rendere la banca d’italia indipendente, e poi di farla diventare una società per azioni, fino con l’Euro a farla confluire nella banca centrale europea che è a tutti gli effetti una banca privata, governata da privati, posseduta da privati che beneficiano individualmente dei proventi della banca, che distribusicono il denaro che stampano prestandolo alle banche che decidono loro in totale autonomia e senza rendere conto sostanzialmente a nessuno se non ai loro azionisti.

Il risultato è che il denaro non è più emesso dallo stato ma è stampato dalle banche centrali che lo “prestano” agli stati !!!! Udite udite: lo “prestano”, questo significa che oltre creare denaro dal nulla e all’effetto di cui sopra di sottrazione di ricchezza attraverso l’inflazione, esiste anche un interesse che noi dobbiamo pagare sul denaro “inventato” dal nulla (lo paghiamo noi poichè lo stato lo ripaga con le nostre tasse). Capite in che situazione siamo??? Capite come tutto questo non sia affatto normale e che sia il principale motivo di tutti i nostri mali? Dobbiamo sapere che nella storia non è sempre stato così e che le banche centrali private che stampano denaro e lo prestano allo stato non sono una necessità del sistema monetario ma una perversione ingiusta che favorisce l’instaurasi di una plutocrazia di fatto (governo dei ricchi) e l’annullamento della democrazia e di ogni libertà.

Il nostro denaro è quindi gravato dal debito e una tassa occulta che si chiama inflazione, che a proposito è molto più alta di quella “ufficiale”.

Attraverso un’altra abile mossa, e un’altra istituzione “indipendente” come gli istituti di statistica, i furbastri hanno saputo nascondere la vera inflazione attraverso una modifica dei famosi “panieri” cioè dei prodotti sui quali si misura il tasso ufficiale di inflazione. Ora che i computer costino sempre meno mi fa piacere, ma è ovvio che il costo dell’energia o della benzina debbano avere un peso molto maggiore che non quello dei computer e degli ipad. Ma non è così per gli istituti di statistica

Misurando l’inflazione col medesimo paniere di venti anni fa oggi l’indice reale di inflazione corrisponde al 12% Se componiamo questo tasso da quando l’euro è stato introdotto arriviamo alla conclusione che i prezzi si sono triplicati, e l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi ci dice che questo è vero!!!!

Ora se noi togliamo l’effetto dell’inflazione reale (12%) e se non avessimo da pagare il debito illegittimamente richiesto dalle banche che prestano i soldi allo stato (circa il 5% medio) arriviamo ad una percentuale di crescita tra il 10% e il 17%

Questa è la nostra economia. Ma dove è finita dove sta finendo tutta questa ricchezza? Nelle mani delle banche e del potere finanziario. Nei decenni passati questi signori hanno spolpato i paesi del terzo mondo con il medesimo sistema, adesso che il terzo mondo si sta svegliando, si sono avventati sull’europa, sulla Grecia prima, poi arriverà l’Irlanda, poi la Spagna e poi l’Italia, e via via tutti gli altri.

Gli emissari del crimine sono i funzionari del Fondo Monetario Internazionale della Banca Mondiale e della Banca Centrale Europea, espressioni multiformi del medesimo potere finanziario, delle medesime combricole di furbastri.

Ecco perchè se il sistema monetario fosse diverso e basato su un denaro solido (riferito solo alla ricchezza reale) e di proprietà dei cittadini sarebbero risolti tutti i problemi inclusi problemi del terzo mondo, della denutrizione e così via.

Tutte le epoche storiche nelle quali una comunità nazionale ha avuto a disposizione una moneta solida, popolare e a basso costo (cioè senza interessi), l’economia ha prosperato, le arti sono fiorite, le libertà civili hanno progredito, quando una elite di plutarchi cioè di ricchi) si è impossessato del sistema monetario, sono inizati i declini degli imperi, le depressioni economiche, le carestie, le guerre, etc.

E’ il 7 comandamento: NON RUBARE ! Queste sono le conseguenze. E rubare oggi significa essere dei banchieri e prestare il denaro stampato dal nulla, ad interesse agli stati nazionali costringendo in schivitù i cittadini.

Cari amici cerchiamo di comprendere come funziona il sistema monetario, informiamoci e diffondiamo questa assurda perversione. Preghiamo perché crolli l’Euro e perché sulle sue ceneri si costruisca una moneta solida e popolare che ci consenta di tornare a prosperare, a vivere e a respirare.

Lettera di un taxista cattolico: ‘Perché sono contro le liberalizzazioni di Monti’

Foto di cat-o'

Dal blog “Non Possumus” un appello ed una richiesta di un taxista cattolico. Una delle tante vittime di Monti.

A tutti coloro che credono ancora nella giustizia e nella dignità dell’uomo.

Amici cattolici, è un’ora grave e difficilissima per decine di migliaia di taxisti e per le loro famiglie che domani non avranno più un futuro, non più un lavoro, non più un sostentamento economico e saranno ridotte sul lastrico, se sarà data via libera alla cosi detta liberalizzazione del settore.
Dovete sapere che la maggior parte di noi, per ottenere una licenza taxi che costa dai 100 mila ai 200 mila euro, si è indebitata con le banche in mutui ventennali ed impegnata in una vita di duri sacrifici confidando nella sola prospettiva di poterla un giorno rivendere per garantirsi una piccola pensione da affiancare a quella minima dell’Inps; lavoriamo dieci ore al giorno, 70 ore la settimana, 365 giorni l’anno, in mezzo alla strada, al traffico, allo smog, al pericolo. E’ un lavoro duro e usurante, sì, ma onesto e adesso ce lo vogliono togliere, annullando il valore delle licenze, rendendo vani i nostri sacrifici, condannando le nostre famiglie, i nostri figli, i nostri cari ad una vita miserabile piena di debiti e di angoscia.

La stampa ci infama, la televisione ci accusa, l’opinione pubblica sembra godere nel vederci alla gogna, ma quasi nessuno ha capito che questa non è una battaglia sociale di un piccolo gruppo contro un sistema empio ed immorale, ma una vera e propria guerra contro un nemico ancora più subdolo, un nemico vile e spietato che oggi tenta di annientare migliaia di coraggiosi lavoratori insieme alle loro famiglie e che domani si avventerà contro altre categorie, altri lavoratori, altre famiglie, cercando di ucciderne la dignità e il rispetto.

Soffiano venti infernali in questo mondo dimentico di Dio, ma noi cattolici abbiamo delle armi invincibili per vincere il maligno ed è a queste che io vi incito a ricorrere, per il bene comune di tutti e non di una sola parte: uniamoci nella preghiera, uniamoci nella recita devota del Santo Rosario, uniamoci in suppliche e pie devozioni.

Amici, combattete al fianco di noi taxisti cattolici con le armi che il Cielo mette a nostra disposizione, sosteneteci nella lotta contro l’ingiustizia e la prevaricazione, che non appartiene solo a noi, ma a tutti quanti e unitevi alla Crociata del Santo Rosario che indiciamo fin da questo momento, affinchè la Beata Vergine Maria possa intercedere presso Nostro Signore Gesù Cristo e le nostre preghiere siano esaudite.

Pregate per noi e con noi e che il Signore ve ne renda merito al centuplo.

Ghergon Locatelli

Tirannide

« “…Tirannide indistintamente appellare si deve ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono o tristo, uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammetta, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo”. »

(tratto da Della Tirannide- Vittorio Alfieri)

Cosa altro abbiamo oggi in Italia se non una Tirannide ?

In questi giorni stiamo assistendo alla fine della nostra così detta Repubblica democratica, così come definita nell’art 1 della Costituzione.

Non so, o meglio non m’interessa sapere, chi e che cosa ci sia dietro a questa evoluzione della nostra Repubblica registro solo che gli eventi ci stanno portando dritti ad un nuovo modello di governo della nostra Italia dove il popolo non sarà più partecipe di questo cambiamento ma ne diventerà vittima forse inconsapevole.

Monti è stato insediato alla guida del Governo grazie ad un “ Putsch” organizzato in prima persona dal Presidente Napolitano che appellandosi, abbastanza meschinamente, ai supremi interessi della Nazione, ha estromesso, di fatto, i cittadini italiani dal legittimo diritto di decidere da chi essere governati.

Fatto questo si poneva il problema di come perpetuare, in Italia, una simile situazione di governo, ben inteso sempre nel “supremo interesse della Nazione” ed ecco che intervengono le “sturm-truppen”, rappresentate dai membri della Corte Costituzionale, che bocciando il referendum sull’abrogazione della legge elettorale consentirà alle tre forze (?) politiche, che sorreggono l’esecutivo Monti, di presentarsi ad un elettorato, stanco e sfiduciato, con liste bloccate decise dalle segreterie dei partiti, con premi di maggioranza che premieranno una minoranza e sbarramenti che eviteranno a diversi milioni di cittadini di essere rappresentati, di fare ciò che vorranno.

Con la bocciatura del referendum l’eventuale modifica della legge elettorale passa nelle mani del Parlamento che dovrebbe vararla entro la fine di Novembre e se Novembre , guardando il calendario sembra lontano, in effetti non lo è per poter arrivare a promulgare una nuova legge elettorale che nessuno dei tre attuali schieramenti pro-Monti, nella realtà vuole.

Andremo quindi a votare la prossima primavera, sicuramente prima della scadenza del settennato dell’attuale Presidente Napolitano, con la vecchia legge elettorale e qui si realizzerà, secondo me, la seconda parte del piano che potrebbe consistere nel fatto che PdL, Terzo Polo, e PD diventando egemoni , in Parlamento, per numero di seggi, potranno tranquillamente accordarsi, magari dichiarando, ( sempre “nel supremo interesse della Nazione”), che data la difficile situazione economica la nostra saggezza ci impone di affidare le sorti del nuovo governo ad un soggetto “super-partes” che sia credibile ai mercati.

Ma questa volta il premier non sarà Monti perchè il nuovo Parlamento lo eleggerà a Presidente della Repubblica quale garante delle istituzioni. Ma quali ?

Chi sarà il nuovo Premier ? Poco importerà chi sarà perché da ora a quel momento Monti avrà già provveduto a consegnare definitivamente l’Italia nelle mani della “Spectre UE” avendogli ceduto la nostra sovranità sui temi più importanti per un paese e cioè la politica fiscale ed economica ( accordo MES ) e quello della sicurezza ( accordo EUROGENFOR) quindi il nuovo Premier sarà un “nominato” senza poteri.

C’è solo da augurarci che il detto “il Diavolo aiuta a far le pentole, ma non i coperchi” sia vero e che di qui a qualche mese succeda qualche cosa di importante così da rimettere ordine a questo “nuovo ordine” che a me personalmente non piace.

 

Parenti dei Boeri

«C’è del marcio in Danimarca!» dice il principe Amleto, nell’opera di Shakespeare, a presentare una situazione dove impera disonestà, delitto, corruzione e mercimonio.

“Ubi maior minor cessat”… dove il maggiore, il minore decade; detto terra-terra: alla presenza di peggio, ogni altra disgrazia è nulla.

C’è della merda in Italia!» dico io.
Ubi maior…

Mica scherzo e non mi riferisco alla disastrata e dissestata situazione economica dove, dopo averci galleggiato sopra, ora siamo in ammollo, prossimi allo sprofondo.
Visto abbondanza stercoraria, c’è chi, facendo di necessità virtù, ne contende alle mosche uso: Romeo Castellucci.

Piatto ricco, mi ci ficco!

Romeo, ronzinante e in volo pindarico sull’escremento, meglio del Cagnotto tuffatore, parte in picchiata e vi si getta.

Come don Abbondio, come quello amante del “vincere facile”, tira schioppettate alla Crocerossa; o, almeno, non proprio quella, ma l’equivalente, che sempre croce è:
quella del povero Salvatore.

Gesù, Giuseppe e Maria, salvate l’anima mia!

«Beghine rincitrullite, baciapile!» tuona il Romy «tutta robaccia, quella: è ora di togliersi i guanti e mostrare pugno di ferro!» Beh…togliersi i guanti forse no, dovendo ficcarci dita nello “spantegoso”, “cioccolatoso” surrogato della Nutella, ma saccheggiarlo senza misericordia e risparmio, questo si.

Dalla raffinata Francia – dopo i formaggiosi Roquefort e Camembert, Beaufort e Brocciu, Brie e Picodon, gli “Sciampagnosi” Dom Perignon e Moet & Chandon, i Cognac, le favolose “Escargots”, la ghiotta “Soupe d’oignons”, il tradizionale “Boeuf bourguignon” e il maestoso “Chateaubriand” – finalmente una ventata d’aria nuova.

La “merde”, del Maître & Chef Romeo!!

Signori: dopo aver spopolato – sarà per la puzza? – dai galletti d’Oltralpe, finalmente – e sotto il naso della Madunina indorata del Domm de Milan – arriva, al Teatro Parenti, lo spettacolo “Sul concetto di Volto nel Figlio di Dio”, dove il faccione di “Salvatore” è come per i gioppini dei Luna Park: da tirarci addosso.

Unica differenza: per quei pupazzetti si usano le palline, per centrarli;
Salvatore invece ci mette la su, di faccia.

“Alla fine della rappresentazione il volto di Cristo è imbrattato di liquami, che richiamano gli escrementi di un anziano accudito dal figlio”, si legge.

Bestia, che spurgo…accidenti, che sbroffi: più che olio di ricino oggi servirebbe l’Imodium, per simili scagarazzoni.
Più che successo, il Romeo si siede sugli allori e… sul cesso, a cercare fama e imperitura memoria.

Come per tutti i grandi “artisti”, Romeo si sente incompreso dallo “zoticame” di bassa estrazione, dipendente e assuefatto all’incenso degli altari; non si capacita di come siano così trogloditi, tanto cavernicoli, scimmieschi, da non vedere quanta luce lui – moderno Prometeo – porta loro in dono.

Vabbè…proprio luce no…cacca, ma sempre parte dell’umanità.

Ovviamente lui non si sporca le mani…non scende tra quel bestiame incolto e rozzo: ad ammaestrarli ci manda e si raccomanda ai sottopancia, alla “Manovalanza di bottega”, ai “Magutt”, agli incazzosi partigianelli della rivendita sua.

Ruth Andrée Shammah, direttore artistico della baracca, minaccia e tuona di portare esposto in tribunale, per “minacce al Parenti e alle persone che lo rappresentano”.

Che miserabile e miseria di reazione;
di che cazzo ha paura: mica ha messo al tirassegno la faccia di Maometto, le pagine del Corano o l’evocazione di Allah.

Allora sì, che gli avrebbero fatto una “Fatwa”, equivalente alla licenza di uccidere di James Bond, dove rischiava la cotica, sgorgata la giugulare e la testa scardinata dal corpo!

Invece, per tanto e da noi, neppure più una scomunica, una messa all’indice.
Tant’è, che il tutto ha avuto pochi, sommersi e soffocati pigolii, come per il massacro dei Cristiani:
bastonate che ormai non lasciano più segni, tanto la pelle del nostro stato di coscienza ha fatto callo!

Peggio;
“Shammahnnata” ribatte, contrattacca e minaccia, anche alle poche lagne.

«Se io scateno i social network, capite cosa succede?»

Come per il Centurione Massimo Decimo Meridio, l”Ispanico” de “Il gladiatore”, eccoci al:

«Al mio segnale, scatenate l’Inferno!»

Dopo “el sciur” direttore artistico, scende in campo anche un altro, della scalcinata armata Brancaleone:
Boeri.

Non i cioccolatini, con il cuore di ciliegia galleggiante nel liquore.

L’altro, con il cervello fluttuante nel vuoto pneumatico.

«Gli attori lanciano finti escrementi contro il volto di Cristo» dice, come se la “Finta merda” scagioni l’atto dal dover offendere la “Sensibilità”dei Cristiani.
E già: perché si è scoperto che anche loro hanno una “Sensibilità”.

Non solo quella dei figli dell’Islam, a cui abbiamo sacrificato – a casa nostra – usi e costumi – Crocefissi, Presepi, campane – per non crear loro turbe patologiche.

Altrimenti menano.
O applicano il sistema “Theo van Gogh”, prendendo per la gola…e non per ingolosire.

«[...] mai ostacolare la libera espressione dell’arte e la libertà» continua lo Stefy Boeri.

Stefanuccio nostro è evoluto, con ampia visione d’idee e del dove si trova il “Bel sol dell’avvenire”.

Si sintonizza e…”Ruthta”, Shammah:

«Questa non è un’offesa alla religione, ma uno spettacolo cattolico, che è stato difeso anche da molti vescovi francesi.»

Non lo metto in dubbio: i mosconi amano il pasto che la natura gli ha assegnato in dote.

Si vede che quei vescovi hanno molto da donare e in dotazione.

Non posso augurare a tanto ciarpame quanto era d’augurio per Luke, in “Guerre Stellari”.

Ma, da semplice Beppe, con tutto il cu..ore:

«La popò sia con voi!»

Caccia al Leopard

F-35A

Foto: Lockheed Martin

Frettolosamente scorro le pagine del giornale, con il biscotto in bocca, una zampa dentro la manica del cappotto e l’altra che cerca la valigetta, effetto di riflessi condizionati, che precedono l’uscita di casa per ufficio;

“Servono a difenderci da minacce attuali o potenziali”…

…accidenti, vuoi vedere che si sono decisi ad aumentare le forze dell’ordine sul territorio, a tutela della nostra pellaccia?

E vai!

Continuando la frettolosa lettura, ingoiando quasi per intera la galletta, l’occhio cattura una sigla: F-35.

“…‘azzarola! Sarà la squadra F-35”, mi viene d’istinto pensare:
avranno formato un gruppo alla Rambo;
nerboruti e muscolosi molossoidi in divisa, da scatenare contro i malintenzionati.

“[...] 131 esemplari per una spesa complessiva di 15 miliardi di dollari…”.

Un poco carucci in questi tempi di vacche magre, e pure usando valuta estera.
Ma sicurezza e tranquillità non hanno prezzo: preservano la cotica dall’aggressione di tanta crudele e dilagante delinquenza, che ammazza e sparacchia senza misericordia; magari solo per rubare l’arido portafoglio dell’ottuagenaria pensionata di turno.

Guarda guarda…c’è pure una scheda tecnica…

“[...] multiruolo di nuova generazione, adatto all’attacco aria-suolo [...] monoposto, a singolo propulsore, con ala trapezoidale”.

Qualcosa non mi torna.

Uhm…un Carabiniere o un Poliziotto “Multiruolo”…forse che, quando libero da altro, prepara il rancio, ramazza e lava le macchine d’ordinanza?
“Di nuova generazione”…beh!
Se è “Multiutilizzo”, certamente è qualcosa di nuovo, un salto evoluzionistico, per ampliamento e alternanza di ruoli; “Adatto all’attacco aria-suolo…monoposto… a singolo propulsore”…ci accontentiamo: nessun “Optional”, ma già quel che è di serie, basta e avanza.

MI lascia un poco stordito quel “con ala trapezoidale”, ma sarà certamente una modifica della divisa, che ne garantisce stabilità, agilità ed efficienza, come gli alettoni sulle macchine da corsa.

“[...] una delle varianti permette il decollo breve e l’atterraggio verticale”;

Ciumbia!
Eccoli disporre di diavolerie tecnologiche bestiali, che permettono di essere una via di mezzo tra Robocop e Iron Men!

“[...] lunghi 15 metri e mezzo, con apertura alare di quasi 11 metri possono raggiungere la velocità supersonica di oltre duemila chilometri l’ora”!

Capisco di aver preso un abbaglio mostruoso: nemmeno Terminator, Il cyborg, killer cibernetico inviato dal futuro, aveva tanto, per dote e dotazione!

Aerei…aerei da battaglia, null’altro che costosissimi giocattoli da guerra, questo è.
Con le toppe al culo e un piede nella fossa, siamo a dilapidare le ultime sacche di sangue per giocare ai soldatini.
All’iperbolica cifra, per dotarsi di tanta prolunga fallica, si aggiungano poi i salati costi della manutenzione, da farsi obbligatoriamente all’estero, perché gli Stati Uniti non vogliono condividere i segreti tecnologici con dei buzzurri di periferia come noi.

Milioni di lavoratori e pensionati – su cui è calata la scure e delle tagliole di un governo esoso, ottuso, miope e dal comportamento talmente prevedibile da essere banale, nel suo applicare salassi di vecchia farmacopea – sono a doversi baloccare con costosissimi aereoplanini.

Una volta ci fu chi, davanti alla fame del popolo, che chiedeva pane, s’arrischiò a prenderlo per i fondelli, con un bel «Dategli le brioches!» Salvo poi beccarsi i tagli ghigliottinesci, differentemente dal “Popol bue” d’oggi.

Come minchia si fa ad avere faccia di me…tolla, tanto da difendere una simile scelta – quando metà paese piange e l’altro gli passa il fazzoletto, zuppo di lacrime – e cercare di dar d’intendere che è un affarone, non so.

L’unica spiegazione sta nel solito voler pensare male, che saggezza ed esperienza di lungo corso insegna comunque non essere mai abbastanza, che la realtà supera sempre ogni fantasia: la cresta!

Qualcuno c’ha avuto una scodellata di pastone nel trogolo, e non vuol rinunciare a tanta sbobba per accoppiarsi ai buoi, sempre più magri, a far pariglia tirocinante di carretta.

A Milano si dice “dùra guèra, che mì resìsti”, ovvero, continua la guerra che io tengo duro, augurio d’ogni armaiolo…fin che c’è guerra c’è speranza, per i fabbricanti di bombarde.

“[...] Servono a difenderci da minacce attuali o potenziali [...] l’acquisto serve a mostrare credibilità, anche nell’ottica delle missioni internazionali [...] esistono ancora minacce che devono essere affrontate con un’adeguata capacità militare”.

Che cavolo sono ste “minacce attuali o potenziali”?
Forse la Francia, per l’invasione dei formaggi, dal Roquefort al Camembert, dal Beaufort al Brocciu, dal Brie al Picodon?
O dalla Svizzera, per cioccolato ed orologi?
Forse la Germania, per patate e crauti?

Balle!

Noi siamo colonia di collocamento, fonte di pastura e grasso che cola, per venditori di chiavica bellica.
Da soli, con tutta sta ferraglia, faremmo paura quanto la zanzara all’elefante.
Su tutti i fronti bellici, dove siamo, facciamo le belle statuine, le comparse, che le castagne dal fuoco le cavano quelli che c’hanno l’armeria, non il ripostiglio dei petardi!

La prova di tanto speculare sulla pelle d’altri: la Grecia.

Ormai economicamente agonizzante, prossima a ricevere l’Olio Santo per l’Estrema Unzione, si trova costretta, a comprare dalla Germania, pedine da Risiko: 170 panzer Leopard e 223 cannoni semoventi corazzati tipo “M”…M di “Mazziati”, che cornuti sono già, avendo dovuto scucire palanche per rendere ancora più gonfio portafoglio e culone della Merkel!

Bella coerenza, bello proprio lo spirito di corpo, quella che pomposamente si vorrebbe fosse “Unione” Europea, visto come si cazzia un paese lasciato a sè, quando attaccato dagli speculatori, salvo poi usarlo per collocare Caccia e Leopardini, ingolfando così propria pancia per poi voler fare morale e pontificare a sfortunati, reietti e paria; tranne quando ancora hanno qualche spicciolo da spillare.

Pro domo propria.
‘fanculo questa Europa;
‘fanculo le Iene Ridens: i Sarkozy e le Merkel.
‘fanculo pure gli F-35, per “Difenderci da minacce attuali o potenziali”;

l’unica minaccia arriva dai pannicelli lardosi, di chi è a succhiar sangue e linfa, a quanti già abbondantemente avevano dato; dove i passeggeri del vagone Italia non possono essere chiamati a pagare ancora il biglietto e ammaccature, che maldestri conduttori hanno provocato, nel far deragliare la locomotiva.

E, se di caccia c’è bisogno, basta l’archibugio caricato a sale, per impallinare e far bruciare le chiappe di tanti “Onorevoli” parassiti!

11-13 gennaio a Torino: Lectio magistralis sul mio ultimo romanzo Io mi chiamo Yorsh

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di Rita Coruzzi                                                                                    . … continua

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