Il 21 dicembre scorso, il ministro degli esteri ungherese Janos Martonyi, dichiarava con fermezza alla stampa che il governo di cui fa parte non avrebbe mai modificato la nuova legge che regola la Banca centrale ungherese, frutto della nuova Costituzione.
L’ 11 gennaio lo stesso ministro dichiarava in una lettera inviata a FMI e UE che, laddove questi due “enti” lo ritenessero necessario, il governo ungherese è disposto a modificare tutte le leggi da poco entrate in vigore. Ivi compresa quella sulla Banca Centrale Ungherese. Il ministro è stato poi contraddetto dal suo collega del ministero delle finanze Gyorgy Matolcsy, che ritiene le leggi nate dalla nuova costituzione pienamente in linea con le norme dell’UE.
Prime crepe, quindi. Ma cosa avrà fatto cambiare idea così repentinamente al ministro Martonyi?
Olli Rehn, commissario Europeo per gli affari economici e monetari, ha dichiarato che, se l’Ungheria non metterà in ordine i propri conti pubblici entro il 2012, dal gennaio 2013 i fondi comunitari per la coesione destinati ai magiari saranno bloccati. Non basta, se il governo ungherese non modificherà le sue leggi in materia di giustizia e authority sulla privacy scatteranno altre sanzioni.
Riguardo le sanzioni minacciate in riferimento alla campagna pro-life portata avanti dal governo Orban, ho già scritto nel pezzo intitolato “Europa pro-death”.
Dunque l’attacco a testa bassa dell’Europa nei confronti dell’Ungheria prosegue senza sosta. Il problema però è che ora la struttura governativa ungherese pare aver accusato i colpi inferti e inizia a manifestare segnali di resa. Vanno in tal senso le dichiarazioni del ministro Martonyi, ma anche quelle del ministro delle finanze che ha dichiarato << Il governo ungherese è pronto a collaborare con la Commissione europea per migliorare i conti pubblici, ACCETTANDO OGNI PROPOSTA utile a tale scopo>>.
Insomma, l’Ungheria sta chinando il capo davanti alla potenza micidiale dell’Euro-dittatura.
Dispiace, ma non poteva essere altrimenti, data l’immobilità di tutta la comunità internazionale di fronte allo schiacciamento della democrazia portato avanti dalla UE.
L’ Unione Europea è un mostro. Un mostro creato proprio da quegli Stati che ora ne fanno parte e che vorrebbero uscirne ma non possono o sarebbero divorati. Dunque si sta con l’Europa e contro l’Ungheria, non perché sia giusto, ma perché si deve. O Europa o morte!
Un po’ come avviene in ambiti malavitosi, dove il picciotto è servile ed obbediente nei confronto del boss, non per amore, ma per timore. E chi è contro il boss, è contro il picciotto.
L’Ungheria ha osato citare Dio nella sua costituzione, ed ecco che la costituzione ungherese è il nemico da annientare per l’Europa e per i suoi stati-picciotti. Come? Sanzionando l’Ungheria e di conseguenza il suo popolo, reo di aver democraticamente eletto un governo fuori dalla sinistra laicista e nichilista. Governo che con le sue leggi << non è conforme al diritto europeo ed ai suoi valori cardini >>. Così parlò Olli Rehn.
A dimostrare che il diritto europeo, altro non è che il capovolgimento del diritto naturale.
L’auspicio è che il governo ungherese, ed in primis il presidente Viktor Orban, non si lascino intimidire e non inizino a vacillare anche su argomenti come la tutela della vita o il riferimento a Dio posti nella loro nuova costituzione. Quanto alla vicinanza che dobbiamo dimostrare al popolo ungherese, essa potrà essere certamente un segnale di solidarietà fra popoli, ma non potrà avere alcun effetto pratico.
Se gli ungheresi avranno la forza ed il coraggio di sostenere il loro governo nella lotta contro la dittatura europea, ed il loro governo non li tradirà, allora forse potrà partire quell’auspicabile contagio che potrebbe risvegliare le coscienze dei popoli martoriati dall’Euro-mostro.
Se il popolo ungherese ce la farà, forse darà anche a noi la forza di provarci.