Caro Andrea, mi dispiace ma non hai compreso che la cultura dominante di oggi è una cultura della divisione e della morte. Nessuno può giudicare un suicida, ci penserà Dio, ma nessuno può affermare che un suicida ha fatto un “gesto magnifico” o ha fatto un “gesto eroico”. Chi afferma questo si inserisce in quella cultura della morte che non è lontana dall’affermare che i suicidi-omicidi di innocenti sono dei “lottatori per la libertà” per cui i morti innocenti sono necessari per “fiaccare” il nemico
Sono d’accordo con Andrea. Il suicidio rappresenta il punto di non ritorno della disperazione di una persona che ritiene di non avere vie di uscita, che all’improvviso non trova più motivi per tener duro. Da cattolica condanno il gesto, ma rispetto quanti non trovano più la forza di continuare la lotta della vita. Non dobbiamo permetterci di giudicare, non ne abbiamo diritto. Solo una preghiera per questa anima inquieta.
Devo dire però che nella vignetta di Marcello non trovo un giudizio personale dell’autore, ma una desolata constatazione della brutale stumentalizzazione di un gesto disperato.
Pessimo gusto. Ma veramente pessimo. Lasciando perdere almeno il rispetto per un grandissimo artista,Monicelli non era un kamikaze islamico (ha ucciso qualcuno, Monicelli, a parte se stesso?). Era una persona sola che non ce l’ha fatta. Quando una persona è portata a compiere un gesto del genere vuol dire che non vedeva vie d’uscita ad una situazione che non possiamo conoscere. Sarà stata debolezza, ma noi siamo forse più forti? “Non giudicate, se non volete essere giudicati”. E questo non vuol dire tessere l’elogio del suicidio, ma semplicemente invitare a non mancare di rispetto ad una persona che ha compiuto un gesto disperato. Se questo è esempio di pietas cristiana stiamo freschi. Perché di cristiano non ha nulla. Come è stata aberrante la strumentalizzazione politica fattane dai radicali.
Certo, sono di parte perché ho amato Monicelli e credo che anche un solo film di Monicelli abbia dato più lustro al nostro Paese della nostra impresentabile classe dirigente. Credo nel primato del genio sulla politica. Ma al di là di questo dinanzi ad un uomo,sia pure un grande uomo (perché tale Monicelli è stato), che compie un gesto disperato bisogna solo tacere. Si può non condividere il gesto, ma è il gesto di una persona disperata. Questa vignetta è abominevole. Un cristiano dovrebbe mostrare pietà, non derisione.
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Caro Andrea, mi dispiace ma non hai compreso che la cultura dominante di oggi è una cultura della divisione e della morte. Nessuno può giudicare un suicida, ci penserà Dio, ma nessuno può affermare che un suicida ha fatto un “gesto magnifico” o ha fatto un “gesto eroico”. Chi afferma questo si inserisce in quella cultura della morte che non è lontana dall’affermare che i suicidi-omicidi di innocenti sono dei “lottatori per la libertà” per cui i morti innocenti sono necessari per “fiaccare” il nemico
Sono d’accordo con Andrea. Il suicidio rappresenta il punto di non ritorno della disperazione di una persona che ritiene di non avere vie di uscita, che all’improvviso non trova più motivi per tener duro. Da cattolica condanno il gesto, ma rispetto quanti non trovano più la forza di continuare la lotta della vita. Non dobbiamo permetterci di giudicare, non ne abbiamo diritto. Solo una preghiera per questa anima inquieta.
Devo dire però che nella vignetta di Marcello non trovo un giudizio personale dell’autore, ma una desolata constatazione della brutale stumentalizzazione di un gesto disperato.
Pessimo gusto. Ma veramente pessimo. Lasciando perdere almeno il rispetto per un grandissimo artista,Monicelli non era un kamikaze islamico (ha ucciso qualcuno, Monicelli, a parte se stesso?). Era una persona sola che non ce l’ha fatta. Quando una persona è portata a compiere un gesto del genere vuol dire che non vedeva vie d’uscita ad una situazione che non possiamo conoscere. Sarà stata debolezza, ma noi siamo forse più forti? “Non giudicate, se non volete essere giudicati”. E questo non vuol dire tessere l’elogio del suicidio, ma semplicemente invitare a non mancare di rispetto ad una persona che ha compiuto un gesto disperato. Se questo è esempio di pietas cristiana stiamo freschi. Perché di cristiano non ha nulla. Come è stata aberrante la strumentalizzazione politica fattane dai radicali.
Certo, sono di parte perché ho amato Monicelli e credo che anche un solo film di Monicelli abbia dato più lustro al nostro Paese della nostra impresentabile classe dirigente. Credo nel primato del genio sulla politica. Ma al di là di questo dinanzi ad un uomo,sia pure un grande uomo (perché tale Monicelli è stato), che compie un gesto disperato bisogna solo tacere. Si può non condividere il gesto, ma è il gesto di una persona disperata. Questa vignetta è abominevole. Un cristiano dovrebbe mostrare pietà, non derisione.